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Giustizia per tutti

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RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA : E' LEGGE

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Dal 28/07/2010 è legge il D.d.L sulla sicurezza stradale che ha  modificato oltre 80 articoli del codice della strada. Il testo ha avuto il via libera dell'aula del Senato con nessun voto contrario. Ora la legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore prima dell'esodo di agosto.

Cerchiamo, quindi, di analizzare quali sono le maggiori novità annoverate nel nuovo codice della strada, in 9 piccoli passaggi:

1) Alcool zero per i neopatentati e per i conducenti professionisti: è stato portato a zero, infatti, il limite di tasso alcolemico per una serie di categorie di automobilisti e cioè per tutti i conducenti con meno di 21 anni, per tutti coloro che hanno la patente da non più di 3 anni e per i conducenti con patenti C, D, E.

2) Stretta sulle minicar: Sono state inasprite le multe ( fino a € 3.119,00) per i proprietari di microcar con motore truccato ed anche per i meccanici responsabili delle modifiche.

3) Notifiche in 90 giorni delle multe, a pena di nullità delle medesime

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ERRATA DIAGNOSI DEL MEDICO? SCATTA L’OBBLIGO A RISARCIRE IL DANNO! INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA E DANNO DA VITA INDESIDERATA

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La recente giurisprudenza, ha stabilito che “ogni volta in cui il diritto alla vita venga leso scatta l’obbligo al risarcimento”. Ma in che termini si può ledere una vita?

Con la sentenza num. 10741 del 2009 la Cassazione Civile ha statuito   la titolarità del diritto alla vita da parte del nascituro. Se dunque tale diritto   viene in qualche modo ostacolato o lesionato a causa di una inesatta informazione medica, o nello specifico da una inesatta diagnosi,  scattare l’obbligo al risarcimento a favore del nascituro.

Bisogna però sottolineare che, nonostante la legge italiana tuteli sempre la vita in ogni sua forma,  viene comunque riconosciuta alla madre la “libera scelta se portare o meno a termine la gravidanza laddove eventi esterni concorrino ad arrecarle evidenti problematiche.

Si pensi al caso in cui un medico diagnostichi -correttamente-una grave malformazione del feto durante i primi mesi di gestazione. La madre, potrà decidere se interrompere o meno la gravidanza (L. 22 maggio 1978, n. 194 -legge sulla interruzione di gravidanza-):

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“BUTTAFUORI”: FORMAZIONE ED ISCRIZIONE ALL’APPOSITO ELENCO ISTITUITO IN PREFETTURA.

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Con Decreto 6 ottobre 2009 il Ministero dell’Interno ha determinato:

- i requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi;

- le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego.

Quelli che fino a qualche tempo fa chiamavamo “buttafuori” oggi sono professionisti riconosciuti; non sarà, dunque, più sufficiente sfruttare “le phisique du role”, faticosamente conquistato in palestra, per rivestire il ruolo di addetto ai servizi di controllo.

Condizione necessaria per l’espletamento dei servizi di sicurezza, nelle discoteche e in ogni altro luogo aperto al pubblico, a tutela dell’incolumità dei presenti, è l’iscrizione nell’apposito elenco prefettizio; la domanda di iscrizione è presentata dal gestore delle attività interessate o dal titolare di istituti autorizzati a fornire personale di sicurezza. Per ottenere l’iscrizione bisogna possedere i seguenti requisiti: 

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CONSENSO INFORMATO: "DEFINITIVO APPRODO GIURISPRUDENZIALE"

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Com’è ormai noto, per consenso informato s’intende la manifestazione di volontà che il paziente dà per l’effettuazione di interventi di natura più o meno invasiva sul proprio corpo. Questa manifestazione di volontà deve essere preceduta da un’adeguata e dettagliata informazione in ordine alla natura ed ai possibili sviluppi del percorso terapeutico; l’obbligo di informare il paziente è posto a carico del medico, o della struttura sanitaria, ed è costituzionalmente riconosciuto ex art. 13 ( Inviolabilità della libertà personale) ed art. 32 ( diritto alla salute)   della Carta Costituzionale.

Le norme costituzionali appena richiamate consentono di affermare che l’INFORMAZIONE rappresenta un elemento fondamentale per l’autodeterminazione di un soggetto per quel che riguarda la sua salute e, più in generale, la sua libertà personale.

La rilevanza del consenso informato ci è confermata anche da numerose leggi ordinarie; basti pensare, esemplificando, alla L. 194/78 (art. 14) sull’interruzione volontaria della gravidanza o alla L. 107/90 per quanto concerne le attività trasfusionali o, ancora, alla più recente L.40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita.

Lo stesso Codice Deontologico dei Medici Italiani statuisce:

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PER LA MORTE DEL GENITORE, RISARCITO AI FIGLI IL DANNO PATRIMONIALE ANCHE SE AUTONOMI

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Con Sentenza n. 1524 del 27 gennaio 2010, la Suprema Corte di Cassazione ha cassato, con rinvio, la decisione con cui la Corte d' Appello di Trento aveva escluso il diritto al risarcimento del danno in favore dei figli di una donna, deceduta a seguito di errore sanitario, sull'assunto che gli stessi erano adulti ed economicamente indipendenti e i versamenti che la genitrice effettuava loro erano semplici "elargizioni a titolo grazioso " che non facevano maturare alcun diritto.

 

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RESPONSABILITA' MEDICA: EVOLUZIONE NORMATIVA E CONSENSO INFORMATO

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Nell’ultimo decennio la responsabilità professionale  dei medici, grazie soprattutto ad una copiosa elaborazione giurisprudenziale, ha subito profondi mutamenti.

Infatti uno dei quesiti che ricorre di frequente nelle aule di giustizia riguarda la responsabilità medica: ovvero: "fin dove si può configurare la responsabilità del sanitario e in quale responsabilità incorre un medico che procura un danno al proprio paziente?"

Per lungo tempo l’approccio della giurisprudenza dominante sulla responsabilità medica è stata legata alla nozione di colpa grave ex art. 2236 del codice civile. Anni addietro infatti poteva configurarsi l’ipotesi di colpa medica solo quando risultava -dall'operato del sanitario- una evidente e grossolana violazione delle regole cautelari o se lo stesso, durante un trattamento, non applicava i principi generali e fondamentali della professione.

Determinante, per il cambiamento di orientamento da parte della giurisprudenza,  è stato l’intervento della Corte Costituzionale n. 166 del 28 novembre 1973, che per prima ha chiarito che “la gravità della colpa risulta ragionevole tutte le volte in cui c’è un errore tipicamente professionale, cioè scaturito da difetto di perizia”.

Ma scopriamo insieme quali novità sono state apportate di recente al concetto di responsabilità medica:

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