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Giustizia per tutti

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Il Giudice di appello può ridurre l'assegno di mantenimento se non arrivi a fine mese.

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Per venire incontro al uno dei tanti padri separati che non ce la fa a sbarcare il lunario dovendo far fronte all'improvviso aumento delle sue spese mensili, la Corte d'Appello d'Ancona ha ridotto l'assegno di mantenimento ad una ex moglie proprio sul rilievo che dopo la separazione le spese per il coniuge obbligato erano aumentate.  Con la sentenza in questione (n.672/2012) la Corte ha ridotto da 700 a 500 euro l'assegno di mantenimento che precedentemente il tribunale aveva posto a carico dell'ex marito, accogliendo l’appello di quest’ultimo che aveva evidenziato come  lo stipendio mensile, decurtato dell'assegno di mantenimento fissato dal primo giudice, non gli consentiva di arrivare a fine mese.

 

Le libere professioniste che adottano un bambino hanno uguali diritti delle lavoratrici dipendenti

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La Corte Costituzionale ha stabilito con la  sentenza 22.11.2012 n° 257,  che alle donne libere professioniste che adottino un bambino, spetta, al pari delle altre lavoratrici, l’indennità di maternità per cinque mesi (e non per tre).

La Corte,  infatti,  ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 64, al comma 2, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ovvero il c.d. Testo Unico in materia di maternità e paternità, laddove  prevede, relativamente  alle lavoratrici iscritte alla gestione separata che abbiano adottato o avuto in affidamento preadottivo un minore,  l’indennità di maternità per un periodo di tre mesi anziché di cinque mesi, come per le altre lavoratrici madri .

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Per la Cassazione se ti sposi pensando al divorzio, il matrimonio è nullo

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Per la Cassazione – sent. N. 17191 del 9 ottobre 2012 -  la sentenza della Sacra Rota  di nullità del matrimonio va delibata nello Stato Italiano anche se nella stessa si era semplicemente appurato,   a mezzo delle testimonianze degli amici della coppia, che   uno dei coniugi era propenso al divorzio in caso di difficoltà! Tale propensione è stata giustamente  ritenuta dal Giudice ecclesiastico una riserva mentale all’indissolubilità del  vincolo matrimoniale da parte di uno dei coniugi,  tale da legittimare la pronuncia di nullità del vincolo matrimoniale religioso.

Fin qui dunque tutto normale,  per la Sacra Rota.   Un po’ meno però per lo Stato Italiano nel quale  il divorzio è una conquista consolidata di civiltà, con la   conseguenza che  è assolutamente normale che  chi si sposi in questo Stato   pensi  al divorzio in caso che le cose non vadano bene. Non solo: nel nostro Stato il vincolo matrimoniale, essendoci il divorzio, è palesemente non indissolubile,  ragion per cui  la sentenza della Sacra Rota era stata ritenuta non delibabile dalla Corte di appello di Salerno, cui  ci si era rivolti. Ebbene, avverso la stessa ha proposto ricorso per cassazione uno dei coniugi e bene ha fatto, visto che la Cassazione ha ribaltato la decisione della Corte di Appello ed ha ritenuto la sentenza delibabile. 

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Il bambino conteso di Padova, prelevato con la forza dalla polizia: un'altra bella pagina di Storia

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Intelligente, vivace e simpatico. Sono gli aggettivi che i giudici della sezione civile minori della Corte d'Appello di Venezia usano per descrivere il bambino di Padova, di soli 10 anni, prelevato ieri con la forza dalla Polizia mentre era a scuola,  in esecuzione   del provvedimento dei predetti magistrati. Con tale provvedimento, i giudici  hanno deciso l'affidamento esclusivo del bimbo al padre in base alle risultanze di una perizia psichiatrica - una C.T.U., per intenderci - secondo cui il bimbo, a causa del condizionamento psicologico della madre, soffre  della sindrome di alienazione genitoriale, detta "PAS", ovvero rifiuta la figura genitoriale paterna in maniera talmente patologica  da rendere necessario, per la sua "guarigione":  1) togliere l'affidamento del minore alla madre, per darlo in via esclusiva al padre,  2) prelevarlo coattivamente    dalla sua abitazione e dal suo mondo affettivo, amicale e   sociale abituale 3) e, dulcis in fundo,   portarlo in un ambiente,  definito dai giudici "neutro", quale una casa famiglia! Il tutto, è ovvio, per la sua "guarigione"!  

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Non tutti i mali vengono per nuocere : Le corna pubbliche comportano il diritto al risarcimento

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La violazione dell’obbligo di fedeltà comporta il diritto del tradito ad ottenere il risarcimento del danno.

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Condizioni economiche:parametro prevalente per l'attribuzione dell'assegno di divorzio.

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Con la sentenza n. 24160/2011 la Corte di Cassazione ha stabilito che la ex moglie ha diritto all'assegno di divorzio da parte del marito anche se percepisce già un canone di locazione di un appartamento comprato con la liquidazione di lui, un piccolo stipendio da baby sitter e una pensione.

 

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