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Giustizia per tutti

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Ancora sulla diffamazione ed altri reati commessi a mezzo Facebook

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Per configurare la diffamazione a mezzo Facebook, o altro social network,   non vi sono solo le offese esplicite all'altrui reputazione, ma configura il reato anche la sola pubblicazione di foto di amici in atteggiamenti imbarazzanti, taggati o meno che siano.

Non solo: anche "qualche battuta particolarmente offensiva" rivolta ad un soggetto determinato ritratto in una foto pubblicata su internet, integra la fattispecie delittuosa.

Un altro esempio? Bè potrebbe integrare il reato di diffamazione anche "taggare" un amico un po' ubriaco in un locale equivoco – ed infatti, laddove poi quest'ultimo sporga querela, il querelato non potrà sostenere, in sua difesa, di aver ottenuto precedentemente l'autorizzazione dell'amico per farsi fotografare. E ciò in quanto l'utilizzo dell'immagine, se lesiva della reputazione, per legge rimarrà comunque illecita! Ancora un altro esempio?

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Reato di diffamazione a mezzo “Facebook”

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Facebook è certamente il social network più popolare ed utilizzato in assoluto.

In tutto il mondo, infatti, ogni giorno, vengono registrati milioni di nuovi profili e, quindi, ogni giorno nascono milioni di utenti pronti ad interagire tra loro, facilitando i loro rapporti interpersonali.

Creando un proprio "account facebook", infatti, ognuno di noi può allacciare nuove amicizie (anche con persone geograficamente lontanissime) o ritrovare rapporti oramai perduti nel tempo.

Tuttavia deve ammettersi che l'utilizzo improprio di ogni strumento, ed in particolare di ogni social network, potrebbe indurre chi lo utilizza ad una maggiore consumazione di reati quali la diffamazione proprio per la facilità di comunicare propria di questi strumenti.

Ed infatti, una recente sentenza del Tribunale di Monza, ovvero la sentenza n. 770 del 2 marzo 2010, afferma che: "ogni utente di social network (nel caso di specie di "facebook") che sia destinatario di un messaggio lesivo della propria reputazione, dell'onore e del decoro, ha diritto al risarcimento del danno morale o non patrimoniale, ovviamente da porre a carico dell'autore del messaggio medesimo".

Cerchiamo di comprendere meglio, però, questa importante decisione.

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Delitto di maltrattamenti in famiglia: da oggi esteso anche all’amante!

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Con la sentenza num. 7929 del 2011, la VI sez. penale della Corte di Cassazione ha stabilito la possibilità di estendere, anche al soggetto che ricopre la qualifica di amante, la tutela penale apprestata dall'art. 572 c.p. ovvero la previsione, in proprio favore, del delitto di maltrattamenti in famiglia.

Ma come è stato possibile, per i Supremi Giudici, estendere anche all'amante -che per sua stessa natura è un soggetto che si colloca "al di fuori della famiglia"- così come tutelata dal nostro ordinamento, questa fattispecie?

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Marzo 2011 11:34 ) Leggi tutto...
 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: SOSPENSIONE/RITIRO DELLA PATENTE.

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Sotto il profilo giuridico, per stato di ebbrezza si intende, in modo non dissimile dalla scienza medica, una condizione fisiopsichica transitoria dovuta all’ingestione di bevande alcooliche, inducente nell’individuo uno stato di alterazione dei processi cognitivo - reattivi, tale da annebbiare le facoltà mentali, incidendo sulla prontezza dei riflessi, senza che ciò debba importare necessariamente la perdita, totale o parziale, della capacità di intendere o di volere, ovvero la degradazione completa della personalità.

Com’è noto, gli effetti dell’ingestione di sostanze alcooliche variano da soggetto a soggetto, essendo strettamente connesse alla sua corporatura, alla tolleranza individuale, al sesso, al metabolismo, al tipo di sostanza alcoolica ingerita, ed alle sue modalità di assunzione (a stomaco pieno o a digiuno).

Proprio per le ragioni anzidette, il parametro di riferimento adottato dal legislatore per valutare lo stato di ebbrezza non è rappresentato dalla quantità di alcool assunta, bensì da quella assorbita dal sangue, misurata in grammi per litro.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Novembre 2010 18:30 ) Leggi tutto...
 

ATTENZIONE A GUIDARE "FUMATI" !

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La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito di recente, con sentenza n. 48004/2009 del 16 dicembre scorso, che chi guida sotto l'effetto del fumo sia punibile a prescindere dalla sottoposizione  a visita medica, nell'immediatezza del fatto. Basta dunque la parola degli agenti accertatori della violazione, che riferiscano la presenza nel soggetto fermato di occhi lucidi e rossi,  e le successive analisi biologiche a far ritenere configurato il reato. 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Aprile 2014 16:29 ) Leggi tutto...
 

DEVE RISARCIRE I DANNI MORALI CHI INSULTA LA PROPRIA SUOCERA: PAROLA DI CASSAZIONE!

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Con la sentenza num. 35874 del 2009 la V sez. Penale della Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge che ingiuria e calunnia la propria suocera, in sua assenza, dovrà risarcire il coniuge per i danni morali subiti.

Lo ha stabilito questa clamorosa sentenza della Suprema Corte che, per la prima volta, ha condannato un uomo a risarcire i danni morali alla moglie perché, in una accesa discussione, ne aveva offeso la madre.

Ma analizziamo ora i fatti posti a fondamento di questa clamorosa sentenza:

Ultimo aggiornamento ( Sabato 19 Dicembre 2009 12:26 ) Leggi tutto...
 
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