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Giustizia per tutti

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Stalking: finalmente è legge.

Dal mese di febbraio 2009 chiunque molesti con insistenza una persona (o inciti alla violenza una persona, contro ad esempio omosessuali, cosiddetti comportamenti omofibi) è punibile con la reclusione da sei mesi a quattro anni di reclusione, da aumentarsi in caso di recidiva, o se a subire le molestie sia un minorenne.

Il D.L. 23 febbraio 2009, numero 11, ha finalmente introdotto nel codice penale l'articolo 612-bis, dal titolo "atti persecutori", che al comma 1 recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.».

Con il termine "Stalking" (letteralmente: perseguitare) si vuole indicare tutti gli atteggiamenti violenti tenuti da un individuo nei confronti di un'altra persona, (spesso di sesso opposto) perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità della vittima.

La persecuzione avviene solitamente mediante continuativi e prepotenti tentativi di comunicazione verbale e scritta, pedinamenti, ed intrusioni nella vita privata.

La persona che perseguita, il cosiddetto  "stalker" può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che è portato ad agire in modo violento proprio per cercare di recuperare un precedente rapporto o per il desiderio di vendetta, agendo con prepotenza, imponendosi nella vita della vittima, insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.

Nella maggior parte dei casi, questi comportamenti si protraggono per molti mesi o anni, proprio per questo motivo viene data massima importanza, in fase di indagini contro gli stalker, alle intercettazioni telefoniche e agli incidenti probatori, in modo da poter acquisire la testimonianza anche di minori.

In via generale, il reato di stalking, e' procedibile a querela della persona offesa, ma si procedera' d'ufficio se le minacce risulteranno gravi. Gli atti persecutori, inoltre, aggraveranno la pena   sia in caso di omicidio che di violenza sessuale.

Con la sentenza num. 16658/2009 i Giudici della Corte di Cassazione, VI sez. penale, invitano i Giudici a porre in essere severe misure restrittive contro gli stalker, allontanadoli da tutti i luoghi frequentati dalle loro vittime (compresa la ex-casa coniugale, laddove si tratti di persecuzioni ad ex-coniugi, anche se residenza di figli minori).

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Aprile 2011 12:12 )  
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